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Un viaggio nella vita e nelle opere dell'artista con gli occhi della psicologia

 


Il Doodle di Google ci suggerisce oggi di andare alla scoperta di un grande pittore a 139 anni dalla sua nascita: Paul Klee.
Ci piace contribuire a questa scoperta attraverso una prospettiva psicologica, in quanto il legame tra psicologia ed arte ci è molto caro e, dalla nostra fondazione, ci ha portato a dar vita ad eventi come il recente concorso fotografico.
C'è da sottolineare innanzitutto che Klee, nato in Svizzera nel 1879, ebbe una mente particolarmente eclettica: fu infatti anche poeta e soprattutto eccellente violinista, diventando strumentista presso l'Orchestra di Berna. Non sono rare le figure eccelse dedicatesi a diverse forme di arte, pur scegliendone una come modalità prediletta di espressione del proprio sè e della propria creatività: Leonardo da Vinci fu pittore ma si occupò anche di architettura, anatomia ed invenzioni, Michelangelo e Raffaello componevano versi, lo scrittore e giornalista Dino Buzzati fu anche pittore, così come Andy Warhol espresse la sua creatività visionaria e colorata nella pittura, nella scultura e nel cinema, e Pier Paolo Pasolini raccontò l'Italia del '900 attraverso poesia, romanzi, giornalismo, cinema.
In termini cognitivi e neuropsicologici, possiamo definire Klee e le altre menti versatili come individui che hanno coltivato sin dalla giovane età diversi tipi di intelligenza. La moderna psicologia ne ha infatti individuati 9, a partire dagli studi di Gardner (1983) e di Goleman, che si occupò dell'intelligenza emotiva: naturalista, musicale, logico-matematica, esistenziale, interpersonale, corporeo-cinestetica, linguistica, intrapersonale, spaziale.     

 

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Formatosi presso l'Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera, Klee entrò in contatto con opere dei maggiori artisti della storia antichi e contemporanei, da Leonardo a Klimt, ed espose in seguito le proprie opere presso la Secessione di Monaco e di Berlino, inserendosi all'interno di vivaci movimenti pittorici e culturali dell'Europa dell'epoca. Un viaggio in Tunisia nel 1914 fece scoppiare in lui la passione per il colore e le tonalità calde, tanto da descriversi come in un momento di particolare felicità.
Queste note biografiche conducono ad un'altra riflessione: quella sull'importanza dell'apertura e del confronto per la stimolazione della creatività e dell'intelligenza. Anche su questo, la moderna psicologia ci insegna: chi viaggia, conosce, si confronta, impara lingue diverse fin da giovane ha una mente più plastica, maggior capacità di adattarsi alle situazioni e risolvere problemi.
Si dedicò anche ad un'attività didattica molto apprezzata, ostacolata poi dal regime nazista che, ritenendo la sua arte "degenerata", lo costrinse alle dimissioni dall'Accademia di Dusseldorf.
Insieme con Kandinskij, fondò il movimento artistico Der Blaue Reiter e, con altri pittori che vi aderirono e con Picasso, diede vita all'astrattismo, corrente a cui è maggiormente associato tra tutte quelle che ha attraversato, consistente nella rappresentazione in forma astratta della realtà.
Nelle sue oltre diecimila opere diede vita artistica a materiali diversi, e spaziò tra gusto primitivistico, tendenze espressionistiche, idee e simboli (geometrie, note musicali, geroglifici...) che sfiorano un surrealismmo che scompone la realtà e la rappresenta oniricamente, un uso del colore che avvolge annullando il realismo prospettico ed esprime lo stato d'animo dell'artista.

Alla base di una produzione così ricca c'è la filosofia secondo cui la realtà tangibile rappresenti soltanto una delle possibili vie di conoscenza. La sua non è solo una ricerca artistica, ma anche spirituale, metafisica, introspettiva. 
Riscoprire la vita e le opere di Klee è dunque un invito a riscoprire una parte di noi stessi spesso nascosta dalla routine: quella colorata, creativa, che vede la realtà con gli occhi del sogno e delle emozioni. 
Un invito a seguire il suo esempio: esprimersi secondo canoni lontani dalla vita circostante. Perchè in un'epoca tempestata dal dolore, caratterizzata dall'omologazione dell'industrializzazione ormai al galoppo, dalla distruzione della Grande Guerra e dall'avvento del nazismo che gli tarpò le ali e degli altri regimi totalitari, Paul Klee ebbe il coraggio di affermare ed esprimere il bisogno di vitalità, calore, emozioni, sogno, immaginazione: di scoprire e creare una realtà altra da quella materiale e fredda che lo circondava.

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